Per affrontare le tensioni in corso sui mercati finanziari, sono stati annunciati un P/T a 12 mesi e uno a 13 mesiLa BCE ha lasciato il P/T fermo all’1,5% (fermo anche il corridoio dei tassi, con il tasso sui depositi allo 0,75% e quello sui rifinanziamenti marginali al 2,25%). La decisione è stata presa a maggioranza e non, come le precedenti, all’unanimità.

Le reazioni principali si registrano sui tassi attesi dal mercato sull’Euribor tre mesi (tassi Futures) e, in particolare, sulle scadenze relative al prossimo anno e al 2013.
Questo significa, in termini di futura postura della politica monetaria, che l’eventualità di un taglio da parte della nostra banca centrale diventa un’opzione meno probabile. Se prima l’incertezza era tra un taglio di mezzo punto o un quarto di punto, ora l’incertezza riguarda solo più un eventuale taglio di un quarto di punto. Per interpretare quali possano essere le mosse della BCE, si può ricorrere all’osservazione dei tassi a brevissimo termine e alle loro elaborazioni (per un approfondimento, www.aritma.eu).

Secondo la BCE, c’è un’intensificazione dei rischi sulla crescita economica della zona euro, che rimarrà probabilmente debole in tutto il secondo semestre dell’anno, in un contesto di incertezza particolarmente alta. Mentre per l’inflazione, che ancora nei prossimi mesi rimarrà sopra il 2% per poi discendere, il contesto rimane di rischi bilanciati. Le tensioni in corso sui mercati finanziari e gli effetti sfavorevoli delle condizioni di finanziamento andranno probabilmente a indebolire il ritmo della crescita economica nell’area euro nella seconda parte dell’anno, con le prospettive economiche soggette a un grado di incertezza particolarmente alto e a rischi al ribasso in fase di intensificazione.

Per far fronte a questa incertezza, sono state annunciate due nuove operazioni: un P/T a 12 mesi e uno a 13 mesi, quest’ultimo in dicembre. Le operazioni di finanziamento della banca centrale rimarranno con modalità “a rubinetto” almeno fino al 10 luglio prossimo; quelle settimanali manterranno il tasso fisso almeno fino a luglio 2012.

La reazione sui tassi, come detto, si è vista in particolare sui tassi attesi sull’Euribor tre mesi (tassi Futures), che sono saliti di circa 15 centesimi sulla scadenza per fine anno e di 20 centesimi su quelle successive del 2012 e 2013. Questo è dovuto alla parziale delusione di coloro che pensavano si assistesse già oggi a un taglio dei tassi da parte della BCE o, perlomeno, a un’apertura in tal senso.
Sulle scadenze relative al 2014 e successive il rialzo è nell’ordine di 10 centesimi.


 


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